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L’Archivio Vivo di Antonio Colombo. Arte, ciclismo e design
 

a cura del Colombo's Archive,

Mercante in Fiera - Parma 11-19 ottobre 2025

L’Archivio Vivo di Antonio Colombo è una magnifica

contraddizione: una raccolta di esperienze, creazioni, mondi

che non si fermano e che continuano a contaminarsi.

Per questo sono vivi: non definiti, men che meno definitivi.

Aperti a chi vorrà lasciarsi ispirare.


Colombo’s Archive è prima di tutto un luogo fisico: a Milano nei capannoni periferici della storica Columbus, in via dei Pestagalli. Qui Antonio spostò nel 1977 la sede di uno spin-off dell’azienda paterna fondata da Angelo Luigi Colombo.

Ma Colombo’s Archive è anche un luogo “meta-fisico”, dove gli oggetti vanno oltre sé stessi. Divengono traiettorie, modi di vedere e quindi occasioni per creare. Un luogo capace di raccogliere tutti i mondi che sono stati toccati da questo anomalo capitano d’industria italiano che ha attraversato metà del secolo scorso: non ci sono solo mobili di design, opere d’arte e biciclette da corsa, ma anche visioni, stimoli, suggestioni.

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La mostra è un viaggio dentro questa contraddizione. C’è la galleria d’arte nel cuore di Brera, in via Solferino,

dove dalla fine degli anni '90 Antonio ha fatto esporre artisti e outsider provenienti da tutto il mondo: il tatuatore Mike Giant,

il poliedrico Russ Pope, l’eclettico Massimo Giacon o il vulcanico Zio Ziegler.

 

Ci sono i mobili razionalisti Columbus degli anni '30: il seggiolino elastico esposto alla V Triennale del 1933, la poltrona 14 C e il portaombrelli d’acciaio con dima di legno. Oggetti di design, razionali ma mai freddi, figli di un alchimismo imprenditoriale post futurista. Forma e funzione, del resto, sono i principi fondativi del Bauhaus: Marcel Breuer incontra e poi affida proprio a Angelo Luigi la produzione integrale dei suoi mobili, dall’acciaio dei tubi all’imbottitura della seduta, concedendogli licenza di produzione. E poi ci sono le biciclette progettate da Antonio Colombo ed il suo team: la Laser, il Rampichino, le Bootleg, le fisse e le biciclette di artista. Concetti prima che pedali. Buona parte della storia del ciclismo degli ultimi 50 anni porta la sua firma. Acciaio, sudore, eleganza, velocità e design.


Tre anime, tre direzioni, tre passioni che si incontrano in un equilibrio mutevole: 33% arte, 33% mobili razionali, 33% bici. L’1% che manca è il futuro. Ciò che ancora non si vede ma si intuisce. È lo spazio lasciato aperto per l’idea che verrà.

L’intuizione di Antonio Colombo è quella di aver capito che la creatività è un bene prezioso: non si può “possedere”, ma solo abitare e trasmettere alle generazioni future.


Giacomo Pellizzari

COLOMBO'S ARCHIVE  l'Archivio vivo di Antonio Colombo

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